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MONTEOLIVETO

La posizione che occupa Monteoliveto per il territorio di Cortemilia e delle Valli Bormida e Uzzone è senza dubbio privilegiata: costituisce infatti la cornice spettacolare per il monumento architettonico della Pieve romanica, che si trova ai suoi piedi, ed è a sua volta elemento incastonato nei versanti terrazzati delle colline retrostanti. La Pieve e il promontorio si integrano e si completano alla perfezione: un sentiero lastricato si diparte proprio accanto all'edificio religioso e, svolgendosi a spirale attorno alla collina, giunge fino alla cascina sommitale, che siede su di un grande pianoro, punto di vista privilegiato da cui ammirare Cortemilia e le due vallate. Se, tra le varie ipotesi, si considera che il nome di Monteoliveto possa essere attribuito alla presenza di monaci benedettini Olivetani, la cascina diverrebbe pertinenza storica della Pieve creando così un luogo carico di spiritualità e significati. Seguendo questa ipotesi, sarebbero stati proprio i monaci ad aver introdotto la costruzione di fasce in pietra a secco come soluzione ottimale per ricavare nuovi terreni agricoli e controllare l'erosione dei versanti collinari. Di qui, a partire dal secolo XI, tale tecnica costruttiva si sarebbe diffusa anche nelle vallate circostanti.

Il progetto di recupero di Monteoliveto intende far rivivere questo luogo così speciale e caricarlo di nuovi significati legati alla ricerca e alla tradizione, allo scambio di idee e alla promozione di progetti di sviluppo locale. Monteoliveto e i suoi spazi sono finalizzati a scopo differenti:

La Cascina è organizzata su due piani, alla cui sommità sorge una torretta. Il piano terra è composto da una cucina in cui si preparano i pasti. La stanza adiacente ospita il forno, ed è il luogo in cui si svolgono i laboratori didattici sul cibo. Infine vi è un ampio salone utilizzato sia durante i laboratori didattici, sia come luogo d'incontro con la comunità locale. Il piano superiore è suddiviso in quattro stanze: due camere doppie ed una che può avere da due a sei posti letto, ed una sala utilizzata per conferenze e riunioni. Infine la torretta ospita un locale con un'ampia vetrata, adibito a sala lettura.

Il Basso Fabbricato era originariamente un ciabòt che ospitava la cantina e il deposito attrezzi, mentre il fabbricato più a monte , ad unico livello, era utilizzato come fienile e pollaio. All'inizio del cantiere gli edifici si presentavano in cattivo stato di manutenzione. Si è provveduto quindi a ricostruirli in base alle dimensioni e alle volumetrie originarie. Al livello superiore, per poter sfruttare meglio lo spazio a disposizione, è stato creato un unico ambiente destinato all'accoglienza e sono stati introdotti gli impianti e i servizi. Per mantenere la distinzione tra i due edifici originari, una parte della copertura è stata realizzata in pietra(ciape), mentre l'altra è stata rivestita di coppi. Oggi l'edificio si presenta suddiviso in due piani. Il piano terra è adibito a cantina, il piano superiore è invece dedicato a foresteria, con un totale di 14 posti letto ed ospita studenti, ricercatori, persone impegnate nei campi di lavoro.

Il Frutteto è stato realizzato come una sorta di campo catalogo che racchiude le varietà tradizionali di Cortemilia e dei suoi dintorni. Sono presenti alcune varietà di mele(pum carlo,pum ciuchein, pum rizunet), pesche(persi'd San Giuan), pere(pruz martein,pruz d'la madernaza), ciliege(grafion,bianchere, visure), di nespole(puciu), oltre che di albicocche e prugne. Tutte queste specie sono state coltivate e tramandate di generazione in generazione, dai contadini di questa valle. Sono state trovate, cascina per cascina, dai ricercatori locali sostenuti dall'Ecomuseo, e innestate proprio in questo frutteto, per mostrare la biodiversità locale e per incoraggiarne la conservazione e la moltiplicazione. Il loro recupero può inoltre contribuire a mantenere viva la memoria e a suggerire nuove strade produttive per l'agricoltura locale.

Il vigneto di Monteoliveto fa parte dei vitigni su terrazze che partecipano al progetto "Dolcetto dei Terrazzamenti" proposto dall'Ecomuseo. Si tratta di un dolcetto d'Alba DOC, l'unico presente Cortemilia. Il vitigno dolcetto è, infatti, molto esigente in fatto di ambiente. Si tratta quasi sempre di un prodotto dei terreni marnosi-calcarei delle Langhe, che offre produzioni di qualità eccellente sugli impervi versanti esposti a sud-est, là dove generazioni di contadini hanno dato vita alla sistemazione dei terrazzi. Le viti devono essere coltivate in adeguate giaciture e soprattutto devono essere presenti ampie terrazze, inserite in un contesto paesaggistico caratterizzato dalla presenza diffusa di queste strutture in pietra.